Il nome e le sue parole
poetica dell’identità
“L’arte del Corāgo[1] è l’insieme di tutte le facoltà[2] e competenze[3] mediante il quale l’uomo sa prescrivere tutti i mezzi e i modi necessari a che l’azione composta dal poeta sia portata in scena”
Il Corago, ms. sec. XVII.
IL NOME E LE SUE PAROLE
ILFILOLOGICO
Il poeta[4] è colui che fa, che produce[5], che da voce al poeta originario, voce dell’essere umano. Egli esprime la scrittura interna attraverso I linguaggi dell’arte.
Differenti linguaggi come differenti organi dello stesso corpo.
Le arti sono gli arti del corpo del Corāgo, destinati alla sua locomozione[6], all’azione, alle sensazioni tattili, ai sensi, alla prensione, il prendere e l’apprendere. Sono i sensi dell’accezione[7], sono Gli organi del Corāgo che nel luogo di Fucina si esprimono[8] all’unisono per fare e dire insieme.
Fucina del Corāgo è spazio culturale nello spazio del teatro, teatro è sintesi delle arti, attraverso le tracce, i segni dei linguaggi, è costantemente rivolto ai luoghi originari dell’essere, espressi nelle forme contemporanee. E’ una costante attività verso l’accadere del senso.
Paesaggio tra orizzonti e confini, periferie, in continuo aggiornamento della mappa.
Dalla visione, dal concetto, all’azione, fare qui ed ora. Invisibile universale visibile.
Così quella del Corāgo è l’azione del fabbro ferraio, addolcisce e forgia, trasforma, dall’astratto al concreto, dal concetto alla materia, artigiano tra fisico e metafisico[9], in costante equilibrio tra pensiero e azione.
Fucina, perché è laboratorio di ri-cerca dove si trasforma e si forgia la materia, luogo di forgiatura[10], è fucinatura per incandescenza[11], è processo di tras-formazione[12], incandescenza delle idee per la duttile trasformazione.
E’ luogo di condivisione.
E’ luogo dove mantenerci svegli reciprocamente, per non abituarci, dove unire la forza degli sguardi. Indipendenti e diagonali.
Artigiani[13], poeti, scienziati.
Prendendoci cura[14] della nostra umanità.
Fucina del Corāgo è il Corāgo delle arti, è segno diacritico[15], di apertura. Così come la sua ā porta un macron[16], segno supplementare, per distinguere.
In costante transito[17].
K. A.
Note
1. Corago ~ Corego Dal lat. Chorāgus, dal gr. dorico khorāgόs dal lat. Chorāgus, Allestitore scenico di spettacolo teatrale.
Corego (co-rè-go) (o corago) Il direttore del coro di un teatro.
Dal greco khorēgόs, comp. di khorόs coro e ágō: condurre .
Nel Teatro Greco il coro è la danza unita al canto, è l’insieme delle persone che la eseguono, è lo spazio stesso dell’esecuzione. La parte del dramma destinata ad essere cantata o declamata dai danzatori [dal lat. chorus e questo dal gr. khorόs, che ha il solo significato di danza unita al canto ].
La persona alla quale lo stato ateniese imponeva il tributo della coregia. (Coregia: tributo straordinario dovuto dai ricchi ateniesi per l’allestimento di cori lirici o tragici).↵
2. Ognuna delle unità artistiche e scientifiche che costituiscono l’identità della Fucina del Corago.↵
3. Le capacità di orientarsi in un determinato campo. Legittima autorità di esplicare un mandato. Capacità morfogenetica, cioè organo capace di dare origine (morfogenesi: fase dello sviluppo embrionale corrispondente all’insorgenza della forma del corpo e dei suoi organi). Possesso delle nozioni che consentono un processo comunicativo (che consentono di parlare e di intendere una lingua).
Termine contrapposto a Performance. Performance: Esecuzione, rappresentazione, prestazione. Ogni realizzazione concreta di una competenza. Forma di produzione teatrale. Forma di produzione artistica.↵
4. Dal latino poēta(m), dal gr. poiētés, der. di poiétō “io faccio, io produco”.↵
5. Produzione “spinge avanti“, “condurre fuori“.↵
7. Dal lat. acceptiōne(m), der. Di accipĕre “prendere“.↵
8. Dei significati espressi dai veri linguaggi dell’arte. Esprimere, dal lat. exprĭměre, comp. di ex- “fuori” e preměre “premere”. Dal. lat. ex- “fuori da”, che fuoriesce.↵
9. Tra il reale e le sue cause prime, sottolineando la condizione di movimento, attraversamento continuo.
Meta-. Prefisso di composti, derivati dal greco o formati modernamente, nei quali indica: “mutamento, trasformazione” (metamorfosi), “trasposizione” (metatesi), “trasferimento” (metafora), “posteriorità nello spazio” (metatarso) o anche successione evolutiva (metameria).
In seguito all’erronea interpretazione di metafisica, può anche indicare una fase di attribuzioni che va oltre la sfera del concreto, relativamente a fatti o fenomeni (metapsichica, metalinguistico)↵
10. Forgiare, lavorare a caldo (riferito ad oggetti metallici), fig.:. Formare mediante rigorosa disciplina.↵
11. L’emissione di radiazioni ottiche da una sostanza ad alta temperatura. Impropriamente si considera questo termine come sinonimo di arroventato.↵
12. Tra il reale e le sue cause prime, sottolineando la condizione di movimento, attraversamento continuo.
Meta-. Prefisso di composti, derivati dal greco o formati modernamente, nei quali indica: “mutamento, trasformazione” (metamorfosi), “trasposizione” (metatesi), “trasferimento” (metafora), “posteriorità nello spazio” (metatarso) o anche successione evolutiva (metameria).
In seguito all’erronea interpretazione di metafisica, può anche indicare una fase di attribuzioni che va oltre la sfera del concreto, relativamente a fatti o fenomeni (metapsichica, metalinguistico).↵
13. Der. Di arte con –igiano; av. 1484. - igiano. Ha il valore di abitante, originario di, persona che ha qualche relazione con ciò che è denominato dal sostantivo di base.↵
14. Terapia: dal greco therapeía, derivato di terapeúō “io mi prendo cura“, 1828.↵
15. Dal greco diaKritikós “atto a distinguere“.↵
16. Dal gr. diaKritikós “atto a distinguere”, da diakrínō “io distinguo“. E’ il segno diacritico ¯ posto sopra la vocale “ā ” nel logo di Fucina del Corāgo.↵
17. Dal lat., trans “al di la; attraverso; oltre”. In relazione anche al concetto di Transizione, cioè il sopravvivere alle forme e provocare la loro continuazione.↵

